Il calcestruzzo è stato massicciamente impiegato negli ultimi decenni per la costruzione delle strutture più diverse, anche imponenti ed ardite.
Il trascorrere del tempo e le diverse situazioni di sfruttamento di tale materiale, hanno dato modo di evidenziare i fattori che ne causano il degrado.
In effetti il calcestruzzo non è un materiale omogeneo, ma un complesso multifase costituito da leganti cementizi e materiale inerte (sabbia e ghiaia) con inclusioni gassose e liquide (aria ed acqua) che possono arrivare fino al 10% del volume totale.
Sono state individuate cause di deterioramento di tipo primario e cause di tipo secondario, derivanti cioè dalle prime.

Le cause primarie di deterioramento sono:

  • aggressione chimica da parte di solfati;
  • presenza di inserti in ferro non totalmente inglobati nel calcestruzzo e perciò esposti ad azioni corrosive;
  • differenza di potenziale all'interno dell'armatura dovuta ad inclusioni di metalli di natura diversa;
  • rottura e mancanza di aderenza delle scagli di trafilatura;
  • differenza di potenziale all'interno del calcestruzzo dovuta a vuoti e sacche d'aria fra barre d'armatura e miscela;
  • differenze di densità nella miscela del calcestruzzo;
  • microfessurazioni e screpolatura nella struttura.

Queste sono le cause più gravi perchè danno origine, come descritto più avanti, a deterioramenti di tipo secondario.

Le cause secondarie di degrado, conseguenti a microfessurazioni, sono:

  • aggressione chimica da parte di agenti dovuti allo smog, al sale per sghiacciamento sciolto durante l'inverno ed alla pioggia.
  • sbalzi di temperatura e di umidità relativa nei periodi di gelo e disgelo associati alle infiltrazioni sopra menzionate, espandono le fessure interessate fino a raggiungere le barre d'armatura. Si innescano così processi di corrosione ed ossidazione dell'armatura.

Gli aggressivi, penetrati, intaccano le barre e ne diminuiscono la sezione resistente, ne consegue una diminuzione delle capacità portanti della struttura.
I prodotti della corrosione che si formano attorno alle barre, generano films con diversi coefficienti di dilatazione termica che provocano ulteriori deformazioni e screpolature. Gli stessi films, inoltre, impediscono la perfetta aderenza fra ferro e calcestruzzo.
Il prodotto della corrosione, aumenta notevolmente il volume delle barre di armatura ed esercita forti pressioni sul calcestruzzo circostante. Questo determina lo sgretolamento delle zone adiacenti.
L'azione contemporanea e progressiva dei processi fin qui vagliati, determina alla fine lo sgretolamento ed il cedimento dell'intera struttura.

Per prevenire ciò, diventa necessario il ripristino del materiale deteriorato o la sostituzione di intere parti della struttura stessa.


Affinché il ripristino sia efficace è necessario che vi siano alcune condizioni indispensabili:

  • eliminazione totale del calcestruzzo degradato;
  • preliminare ed accurato trattamento della superficie;
  • messa a "nudo" dell'armatura di ferro, anche nella zona interna;
  • pulizia dei ferri al grado SA 2,5
  • ottenimento di un supporto rugoso ed aggrappante.


Esempio di scarifica

Queste condizioni possono essere ottenute attraverso due sistemi di lavoro:

1) SISTEMA TRADIZIONALE con l'uso di martelli demolitori;
2) SISTEMA IDROCINETICO con acqua ad altissima pressione.

I VANTAGGI DEL SISTEMA IDROCINETICO:

  • molto più veloce del sistema tradizionale;
  • rimuove selettivamente il calcestruzzo armato fino a livelli di qualità prestabiliti.
  • penetra molto facilmente tra i ferri d'armatura senza danneggi;
  • vengono puliti automaticamente le armature metalliche dall'ossido di ferro (ruggine) portandoli ad un grado di pulizia s.a. 2,5 - ST3 (ferro bianco) anche nella loro parte interna, senza ridurne il diametro;
  • assenza totale di vibrazioni, microlesioni o danni alle armature che possono indebolire la struttura;
  • produce una superficie irregolare che migliora l'adesione della nuova malta;
  • non si creano polveri dannose alla salute;
  • inoltre con apposita testina si può sondare millimetricamente il c.a., mettendo a nudo parti di cls ammalorato, che diversamente non sarebbero affiorate subito.

Calcestruzzo gravemente danneggiato può essere trovato dappertutto: nei muretti, parapetti e frontalini di balconi, solette, pilastri, gallerie, impianti di trattamento acque, ponti, ecc..
Per soddisfare questa domanda le imprese appaltatrici hanno bisogno di un fornitore che possa offrire metodi e attrezzature completamente diversi da quelli convenzionali usati fino ad oggi.
Il metodo di idrodemolizione e il nostro Know-how nella moderna rimozione del calcestruzzo offre ai nostri clienti i benefici dell'economicità e dell'alta qualità.
per riassumere si può dire che con la tecnica idrocinetica si lavora con un sottilissimo getto d'acqua, come un laser in chirurgia.

La Idrotime è in grado di offrire alla propria clientela:

  • una conoscenza esauriente di come si sviluppa il danno del calcestruzzo;
  • un'analisi sistematica di come deve essere applicata l'idrodemolizione ai diversi tipi di danneggiamenti del calcestruzzo;
  • un'attrezzatura moderna ed affidabile.

Ecco perchè i sistemi idrocinetici ad altissima pressione, in questo campo di intervento, costituiranno un punto di riferimento per gli operatori e le conoscenze tecniche della della Idrotime nell'idrodemolizione daranno loro un reale ed affidabile supporto.

 

 

privacy & policy